Vetrate panoramiche senza permesso. OK dal Senato

Le vetrate panoramiche amovibili, le cosiddette VEPA, entrano a pieno titolo tra gli interventi realizzabili senza permesso edilizio. La novità nasce dall’approvazione, da parte del Senato, del disegno di legge di conversione del Decreto Aiuti-bis (D.L. n. 115/2022), una misura che ha segnato una svolta per cittadini, professionisti e imprese del settore.

Quella che nel 2022 era una proposta destinata a semplificare l’installazione delle chiusure vetrate per balconi e logge è oggi una realtà consolidata. La norma è stata infatti definitivamente approvata e successivamente ampliata da ulteriori interventi legislativi, tra cui il Decreto Salva Casa del 2024.

Le VEPA entrano nell’edilizia libera

La disposizione ha modificato l’articolo 6 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), inserendo tra le opere di edilizia libera la realizzazione e l’installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti.

L’obiettivo del legislatore è stato quello di favorire interventi in grado di migliorare il comfort abitativo senza incidere sulla volumetria degli edifici. Le VEPA consentono infatti di proteggere balconi e logge dagli agenti atmosferici, migliorare l’isolamento termico e acustico e ridurre le dispersioni energetiche, mantenendo al contempo la trasparenza e la reversibilità dell’intervento.

L’installazione può essere effettuata senza richiedere permessi o autorizzazioni edilizie comunali, purché siano rispettate precise condizioni previste dalla legge.

Le condizioni da rispettare

Non tutte le chiusure vetrate possono essere considerate VEPA. Per rientrare nel regime di edilizia libera, le strutture devono possedere specifiche caratteristiche tecniche.

In particolare, non devono creare nuovi spazi stabilmente chiusi né determinare aumenti di superficie utile o di volume. Devono inoltre essere totalmente trasparenti, amovibili e progettate in modo da garantire una naturale micro-aerazione degli ambienti.

La normativa richiede inoltre che tali installazioni abbiano un impatto visivo minimo e non alterino le linee architettoniche preesistenti dell’edificio.

Qualora tali requisiti non vengano rispettati, l’intervento potrebbe essere qualificato come nuova costruzione o ampliamento, con conseguente necessità di ottenere i relativi titoli edilizi.

Una risposta alle controversie del passato

Per anni le chiusure di balconi, terrazzi e logge sono state al centro di un acceso dibattito giuridico. Numerose

amministrazioni comunali e diversi tribunali hanno infatti considerato tali interventi come opere abusive, ritenendo che comportassero la creazione di nuova superficie o nuova volumetria.

Le conseguenze per i proprietari non sono state trascurabili: sanzioni amministrative, ordinanze di demolizione e lunghi contenziosi hanno caratterizzato molte vicende edilizie in tutta Italia.

L’introduzione delle VEPA nell’ambito dell’edilizia libera ha contribuito a chiarire il quadro normativo, distinguendo le semplici chiusure trasparenti prive di effetti volumetrici dagli interventi edilizi più invasivi.

Le novità introdotte dal Decreto Salva Casa

La disciplina delle VEPA è stata ulteriormente rafforzata nel 2024 con il Decreto Salva Casa, che ha ampliato le possibilità di utilizzo di queste strutture.

Oltre ai balconi aggettanti e alle logge rientranti all’interno dell’edificio, la normativa ha esteso l’edilizia libera anche a determinati porticati, purché non insistano su fronti prospicienti spazi pubblici e non siano gravati da diritti di uso pubblico.

L’intervento legislativo si inserisce nel più ampio processo di semplificazione urbanistica avviato negli ultimi anni, volto a ridurre gli adempimenti burocratici per opere di modesta entità e prive di impatti significativi sul territorio.

Opportunità per il settore edilizio

L’introduzione delle VEPA in edilizia libera ha rappresentato una significativa opportunità per il comparto dei serramenti e delle chiusure trasparenti. La domanda di queste soluzioni è cresciuta grazie ai vantaggi in termini di comfort, risparmio energetico e valorizzazione degli immobili.

La possibilità di installarle senza dover affrontare lunghe procedure autorizzative ha inoltre favorito una maggiore diffusione di questi sistemi, contribuendo alla riqualificazione degli spazi esterni delle abitazioni.

Attenzione ai vincoli

Nonostante la semplificazione introdotta dalla normativa, restano fermi gli obblighi derivanti da eventuali vincoli paesaggistici, storico-artistici o dalle disposizioni contenute nei regolamenti condominiali.

Prima di procedere all’installazione è quindi sempre opportuno verificare l’eventuale presenza di limitazioni specifiche che potrebbero richiedere ulteriori autorizzazioni.